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Monaldeschi
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La casata dei mwbgMonaldeschi è una famiglia nobile di origine germanica radicatasi in mwbwOrvieto. Capostipite della famiglia fu un certo mwcaMonaldo, appartenente forse alla stirpe dei mwcqconti di Angiò ed il cui figlio mwcgRodorico si insediò in mwcwOrvieto ai tempi dell'mwdaImperatore mwdqCarlo Magno intorno all'809 d.C.

mwdwDante Alighieri ricorda tale famiglia nella mweaDivina Commedia, citando il conflitto che uno dei rami dei Monaldeschi intraprese con la famiglia dei Filippeschi per il predominio di Orvieto.

«Vieni a veder Montecchi e Cappelletti,

Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura,
color già tristi, e questi con sospetti!»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Purg. VI))

Contents

Storia
Note

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Stemma della famiglia

Sembra che lo stemma originario del capostipite mwfqMonaldo fosse di azzurro a un rastrello trasversale d'oro. Esso fu mutato dal figlio mwfgRodorico (IX sec.) con l'aggiunta di altri due rastrelli trasversali d'oro e reso comune a tutti i discendenti.cite-ref-0-1-0[1]

Inoltre, i quattro rami discendenti dai quattro figli del Signore di Orvieto mwhaErmanno (m. mwhq1337) portavano la figura del corrispondente animale sul proprio stemma (Cervo, Vipera, Canecite-ref-2[2], Aquila).

Origini

I genealogisti, nel corso dei secoli, hanno fornito almeno quattro versioni sulle origini della famiglia dei Monaldeschi.

Secondo la prima di esse (forse la più diffusa), la famiglia Monaldeschi sarebbe discesa da un conte tedesco venuto in Italia ai tempi di mwjqCarlo Magno e signore di diversi feudi nei pressi di mwjgColonia. Uno dei figli di questi, di nome Monaldo, avrebbe dato origine ai Monaldeschi, mentre altri tre suoi fratelli sarebbero stati i capostipiti di altrettante famiglie fiorentine e senesi: i mwjwCavalcanti ed i Calvi di Firenze, gli Orlandi-Malevolti di Siena.cite-ref-1-3-0[3]

La seconda versione leggendaria sancirebbe la discendenza in epoca carolingia della famiglia Monaldeschi da quella dei mwlqconti d'Angiò, ovvero dei mwlgPlantageneti. Gli antenati dei Monaldeschi avrebbero posseduto molti feudi e castelli nella provincia d'mwlwAngiò.

Un'altra versione proporebbe la discendenza dei Monaldeschi da un nobile cavaliere bizantino giunto in mwmqOrvieto con mwmgBelisario nel mwmw536 per cacciare i mwnaGoti, durante la mwnqguerra gotica.

Infine un'ultima versione leggendaria li farebbe diretti discendenti della nobiltà mwnwetrusca.cite-ref-1-3-1[3]

Storia

La lotta in Orvieto contro la famiglia Filippeschi si sviluppò con alterne fortune e con uccisioni e devastazioni reciproche.cite-ref-0-1-1[1] Nell'anno mwrw1212, Monaldeschi e Filippeschi si scontrarono apertamente: ne seguirono stragi e distruzioni, che durarono per più di un secolo con queste due famiglie che si combattevano sia per avere il potere politico in città, sia per il predominio sui castelli e terreni della zona.

Ma il più famoso dei Monaldeschi fu certamente Ermanno, che dal mwsq1334 al mwsg1337 fu Signore assoluto di Orvieto, dimostrando in quegli anni una grande capacità diplomatica ed organizzativa, abolendo, però, la libertà. Alla morte di Ermanno la famiglia si divise in quattro rami: Monaldeschi della Cervara, Monaldeschi del Cane, Monaldeschi della Vipera e Monaldeschi dell'Aquila.cite-ref-2-4-0[4]cite-ref-3-5-0[5]

Tuttavia tra i quattro rami sorse un odio mortale. Nello stesso anno della morte di Ermanno Monaldeschi (1337) si verificarono gravi disordini in città, e, come era avvenuto nel mwva1313, dopo la battaglia vinta dai Monaldeschi, mwvqguelfi, a danno dei Filippeschi, mwvgghibellini, si procedette alla demolizione di case, castelli, torri, palazzi già appartenuti ai Monaldeschi.cite-ref-2-4-1[4] Il 24 settembre mwww1347 fu emanato dal Comune di Orvieto un decreto per porre fine a queste devastazioni. I Monaldeschi erano ormai padroni di quasi tutto l'orvietano fino a mwxaMontalto, mwxqOrbetello, e l'mwxgisola del Giglio, ma divisi tra loro, si combattevano crudelmente per motivi di interesse. Nel giugno mwxw1351 i Monaldeschi della Cervara fecero catturare un poveraccio della fazione della Vipera e lo uccisero in maniera talmente brutale nei sotterranei del castello di mwyaTorre Alfina che il suo corpo fu ridotto in pezzi così piccoli da farne cibo per i falconi. Le stragi reciproche proseguirono comunque per tutto il secolo.cite-ref-0-1-2[1]

Anche le liti fra mwzgAcquapendente ed Orvieto erano frequenti. Nel mwzw1406 gli acquesiani, dopo la morte del Papa, presero mwaaMonte Rufeno e San Pietro Aquaeortus, bruciarono Marzapalo e danneggiarono mwaqTrevinano. Nel mwag1442 Aluisi Monaldeschi della Cervara si vide occupare il suo feudo di Torre Alfina dal capitano di ventura mwawCiarpellone, agli ordini di mwbaFrancesco Sforza (poi Duca di mwbqMilano), e dovette pagare mille ducati d'oro per riavere i suoi beni. Nel mwbg1527, anno del "mwbwsacco di Roma", Camillo Monaldeschi dovette vedersela con l'esercito di mwcaCarlo V in lotta con mwcqFrancesco I per il predominio sull'Italia. Il suo esercito era composto da 13.000 mwcgLanzichenecchi, soldati spagnoli ed avventurieri.cite-ref-1-3-2[3] Tra questi ultimi vi erano le soldataglie di mwdwFabrizio Maramaldo, rimasto tristemente famoso nella storia per aver infierito su mweaFrancesco Ferrucci morente, nella mweqbattaglia di Gavinana La famigerata armata tedesca devastò la zona con rapine e saccheggi. mwegProceno, mwewSan Lorenzo e mwfaGrotte di Castro furono pesantemente colpite. Acquapendente si salvò grazie a donazioni di vettovaglie ai soldati. Mentre il grosso dell'armata depredava Roma, i soldati di Maramaldo imperversavano nella zona distruggendo le campagne dell'Alfina, forse istigati dai Vitozzi per far dispetto ai Monaldeschi loro avversari. Camillo Monaldeschi seppe però ben organizzare la resistenza: portò da mwfqTrevinano un gruppo di uomini bene armati e così il castello poté resistere all'assalto. La sorte di mwfgOnano fu ben diversa da quella di Torre Alfina. Preso a forza fu saccheggiato e bruciato, gli abitanti furono oggetto di stragi, uccisioni, ruberie e crudeltà di ogni genere.cite-ref-1-3-3[3]

Passato il ciclone dei lanzichenecchi, Camillo Monaldeschi si poté dedicare nuovamente al governo dei suoi vasti feudi. Ma nel mwha1592 Gianfrancesco Monaldeschi fu accusato e riconosciuto colpevole di aver dato asilo a ribelli e briganti. mwhqPapa Clemente VIII, confiscò a favore della mwhgCamera Apostolica metà della tenuta di Trevinano, tre quarti della restante proprietà fu venduta al Cardinale Giacomo Simoncelli, Vescovo di Orvieto il 26 giugno mwhw1598. Forse i Monaldeschi non trovarono altro mezzo per pagare i loro debiti.

La decadenza della famiglia, iniziata intorno al mwiqXVI secolo, culminò nel mwig1664 con la cessione di Torre Alfina alla Camera apostolica, dopo di che non si hanno più notizie significative su di essa.cite-ref-3-5-1[5]

Personaggi famosi

• Ermanno Monaldeschi (1260 ca.-1337), politicocite-ref-2-4-2[4]
• Beltramo Monaldeschi (?-1345), vescovo di Orvieto
• mwnqMonaldo Monaldeschi, amministratore apostolico di Orvieto
• Francesco Monaldeschi (?-1461), vescovo di Orvieto
• mwoaGiovanni Monaldeschi (1626-1657), diplomatico

Note

cite-note-0-11. mwqwSaverio Franchi e Luciano Osbat, mwramwrqMonaldeschi - Famiglia, su mwrgDizionario Storico Biografico della Tuscia, 31 ottobre 2022. mwrwURL consultato il 4 maggio 2026.
cite-note-22. Lo stemma dei Monaldeschi del Cane è ben visibile all'interno del castello di mwswMontecalvello, dove è raffigurato in più parti
cite-note-1-33. mwvq(mwvgmwvwEN) mwwamwwqMonaldeschi: Nobile Famiglia Germanica Radicata a Orvieto, su mwwgHistouring. mwwwURL consultato il 4 maggio 2026.
cite-note-2-44. mwywmwzamwzqTreccani.it Monaldeschi Ermanno., su mwzgtreccani.it.
cite-note-3-55. mw1amw1qmw1gMonaldeschi - Enciclopedia, su mw1wTreccani. mw2aURL consultato il 4 maggio 2026.

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